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LONGARETTI

28 marzo - 30 maggio 2010

SEDE ESPOSITIVA
Villa Manin di Passariano - Esedra di Levante
INGRESSO
 Libero
ORARI
dalle 14.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica
chiuso al lunedì
INFORMAZIONI
 
 
 
LONGARETTI

Treviglio, Bergamo. È da più di mezzo secolo che da questa plaga della nostra Italia il pittore Trento Longaretti (1916) ci parla dei poveri, dei diseredati, del mondo di coloro che vivono ai margini di una società opulenta e, per tutta consolazione, ascoltano la musichetta di un organino, contemplano la luna e si affidano all'abbraccio protettore di un bambino.


A questa immagine quotidiana, cristiana di non violenza, Longaretti ha affidato la sua fama, che è progressivamente cresciuta nei decenni, oltrepassando i confini nazionali. Viene spontaneo un confronto tra l'arte di Longaretti e quella di illustri precedenti nella sua stessa regione, Giacomo Ceruti il Pitocchetto per esempio, il pittore che in mezzo alle guerre feroci che nel Settecento sorgevano di continuo a disputare le "successioni" ad un trono, rappresentava i "pitocchi" termine d'origine greca (ptokòs, appunto) che significava più che il "povero", l'individuo emarginato da una società che aveva preso alla lettera il consiglio degli intellettuali fisiocrati "enrichissez vous", arricchitevi e formate così i ranghi della nuova società borghese per sostituire la vecchia, improduttiva società dell'aristocrazia.


Longaretti ha raccolto questa lontana tradizione con grande spirito e con la sua forte, convinta qualità di artista. Avendo attraversato a latere tutto il periodo del "realismo sociale" nelle arti, quando artisti come Guttuso e tanti altri facevano voce grossa, Longaretti non ha mai forzato la sua sincera vocazione. Con un colore delicato, sensibile alle sommesse chiarità di Lombardia e con un disegno accorto, sicuro, perfino virtuoso, Longaretti, come si dimostra in questa pubblicazione che sintetizza la totalità della sua opera, punteggiando la sua fondamentale ricerca con una serie preziosa di "nature morte", dipinte con la gioia di chi si rifugia nella "pittura - pittura" fuori dal dramma esistenziale, ci ha condotto per tutti questi anni nel racconto pacificatore degli affetti. L'aveva ben capito il poeta-critico Alberico Sala, suo conterraneo, quando, commentando a più riprese la poetica longarettiana, aveva scoperto dietro il velo apparente, di un surreale chagalliano, l'anima bella del pittore di Treviglio che era diventato la "voce minore", non per qualità ma per scelta, della figurazione realista italiana. L'arte di Trento Longaretti nella gentilezza dei suoi rapporti tonali, gli azzurri invasi da un senso elettrico delle vibrazioni, i rossi smorzati che sempre riaccendono la speranza, si colloca con una sua precisa identità nella storia della pittura italiana del nostro secolo.


E' un capitolo non vistoso ma eccellente, è, se vogliamo, l'antitesi con quella dei dominatori come Picasso che ha fatto allievi oltre ogni dire ma che sembra aver concentrato nel Maestro tutto quello che si poteva dire in quel campo. Questa pubblicazione riassume finalmente non tanto il cursus artistico di Trento Longaretti, che dopo aver guidato come vero maestro per lunghi anni l'Accademia Carrara di Bergamo, è un artista in piena efficienza, quanto la sua storia critica confortata dal riconoscimento dei migliori e anche da esteso successo di pubblico. La cultura artistica di Longaretti ha convissuto in questo ultimo mezzo secolo con quella del realismo, dell'informale, dell'espressionismo, del surrealismo e si è affermata con una sua individualità sempre in evoluzione. Così è, se vi pare, disse con formula ampia e felice Luigi Pirandello.



TRENTO LONGARETTI (biografia)

Nasce a Treviglio nel 1916. Conclusi gli studi preliminari, frequenta il Liceo Artistico di Brera a Milano. Conseguito il diploma liceale, si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e all'Accademia di Brera. Opta definitivamente per l'Accademia.


E' allievo di Aldo Carpi, maestro di qualità unanimemente riconosciute. Tra maestro e allievo si instaura, e cresce nel tempo, un rapporto morale e affettivo di inscindibile reciprocità. Compagni di corso sono Cassinari, Bergolli, Badodi, Morlotti, Dobrzansky, Valenti, Kodra. Manifesta doti di personalità matura e autonoma sin dagli anni d'Accademia: testimonianze di Carpi, Morlotti, Carrà, Piovene. Inizia ad esporre nel '36, partecipando ai "Littoriali dell'Arte" e a mostre collettive a Milano, Genova e Bergamo.


Nel '39 vince il Premio Mylius e il Premio Stanga. Frequenta l'ambito di "Corrente", partecipa e assimila le esperienze dei protagonisti, Guttuso, Morlotti, Birolli, Sassu, Vedova. Conclusi nel '39 gli studi all'Accademia di Brera, è chiamato alle armi e inviato in Slovenia, Sicilia e Albania. Nel '42 è invitato alla Biennale di Venezia e, nello stesso anno, partecipa alla "Mostra degli Artisti in armi" a Roma, Palazzo delle Esposizioni.


Esordisce in mostra personale nel '43 a Bergamo, Galleria la Rotonda, con presentazione in catalogo di Raffaello Giolli. Nel '45 riprende l'attività artistica, si dedica alla realizzazione d'opere d'arte sacra e all'insegnamento. Nel '48, nel '50 e nuovamente nel '56 partecipa alla Biennale di Venezia. Nel '52 è invitato alla Quadriennale Nazionale di Roma. Nel '53 vince il Concorso nazionale per la Direzione dell'Accademia Carrara di Bergamo e relativa Cattedra di Pittura. Succede in carica a Achille Funi.


Dirige l'Accademia nell'arco di venticinque anni e spontaneamente lascia l'incarico nel '78. Coniuga l'intensità di impegno nell'attività didattica alla libera professione, realizza importanti opere d'arte sacra conservate in Vaticano, nel Duomo di Milano, nella Basilica di Sant'Ambrogio in Milano, nel Duomo di Novara, nella Galleria d'Arte Sacra Contemporanea in Milano, in molte Chiese e Istituzioni in Italia e all'estero. E' invitato ad allestire mostre personali e antologiche in Musei e Istituzioni di grande rilievo in Italia e all'estero. Sue opere sono conservate presso musei ed enti pubblici in Milano, Galleria d'Arte Moderna, Museo della Permanente, Gallarate, Galleria d'Arte Moderna, Piacenza, Galleria Ricci Oddi, Bergamo, Pinacoteca Carrara, Treviglio, Museo Civico, Città del Vaticano, Musei Vaticani, Basilea, Museo d'Arte Moderna, Hamilton, Galleria d'Arte Moderna.


La rassegna stampa inerente articoli e saggi a lui riferiti decorre dal 1935 e prosegue con continuità. Numerosi i volumi monografici e di analisi critica dedicati, a partire dal 1958, alla sua attività.