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I MAESTRI DEL NOVECENTO

La rappresentazione della figura umana in Friuli Venezia Giuliai
22 dicembre 2011 - 18 marzo 2012

SEDE ESPOSITIVA
Palazzo de Nordis - Piazza Duomo Cividale del Friuli
INGRESSO
 
ORARI
giovedì / venerdì / sabato / domenica
orario continuato dalle ore 11.00 alle ore 18.30
La mostra rimarrà chiusa il 25 dicembre 2011
INFORMAZIONI
Segreteria mostra: 349 4449553
Comune di Cividale del Friuli
InformaGiovani / InformaCittà
tel. 0432 710460
informagiovani@cividale.net
www.comune.cividale-del-friuli.ud.it
 
I MAESTRI DEL NOVECENTO

Filo conduttore di questa esposizione è l’evoluzione della rappresentazione della figura umana, sia naturalistica che concettuale attraverso il Novecento, dal ritratto al rapporto dell’uomo con il mondo contemporaneo.

L’uomo e la sua raffigurazione sono da sempre al centro del pensiero degli artisti che, nel Novecento, hanno vissuto questa tematica in maniera viscerale, partendo dai canoni dei reale per poi approdare a raffigurazioni che si collegano direttamente alla profondità del pensiero e dell’anima.

Un percorso di primaria importanza per la cultura figurativa regionale, che si ricollega alle più alte riflessioni sulla natura umana e sulla sua condizione, in un secolo difficile e tormentato che però è stato per il Friuli Venezia Giulia il periodo artisticamente più fecondo e più ricco di grandi personalità artistiche.

La mostra, ideata come “prosecuzione naturale” di “Maestri del Paesaggio: protagonisti del Novecento in Friuli Venezia Giulia” del 2010, si prefigge di
consolidarne il successo, dando vita ad un ciclo biennale sul Novecento, al fine di creare un’offerta pluriennale qualificata per la città di Cividale del Friuli nel
panorama dei grandi eventi regionali.

Un evento che racconterà con le immagini dei più grandi artisti del Novecento la cultura, il pensiero, l’identità, la società il lavoro della nostra terra.
Un vero e proprio viaggio che presenterà l’evoluzione della raffigurazione umana (l’uomo e la sua condizione) nei diversi territori della Regione dall’inizio del
Novecento fino alle tendenze contemporanee, esplorate con la partecipazione di artisti di diverse generazioni. La mostra pertanto accosterà la produzione storica di grandi maestri alle più recenti esperienze.

Mostra a cura di Alessandro Fontanini


UNO STRAORDINARIO VIAGGIO LUNGO UN SECOLO


L’esposizione presenta un’ottantina di opere che seguono il criterio cronologico ed è suddivisa in due sezioni, disegno e pittura.

Nell’esposizione trovano spazio i maggiori artisti regionali insieme ad autori di valenza nazionale e internazionale che hanno interagito in vario modo con il mondo dell’arte in Friuli Venezia Giulia.
Ad aprire l’avventura visiva lunga più di un secolo è la Scena veneziana di Emma Ciardi (Venezia, 1879-1933), figlia di Guglielmo Ciardi, uno dei
maggiori protagonisti della pittura veneziana di fine Ottocento.

La prima parte del Novecento una folta rappresentanza sia della vivacissimae variegata cultura triestina e giuliana, cui appartengono Giuseppe Barison, Arturo Rietti, Gino Parin, Gino De Finetti, Guido Fulignot, Edoardo Del Neri, Ugo Carà, Carlo Sbisà, Federico Righi.
La cultura friulana dell’epoca è rappresentata da due le tele di Arturo Colavini Le fasi del risveglio e Atelier dell’artista, da Umberto Martina e soprattutto da Giovanni Napoleone Pellis (1888-1962) che introdusse nella pittura regionale una visione espressionistico-secessionista, filtrata attraverso il post-caravaggismo.

Sempre alla scuola friulana appartengono il tolmezzino Giovanni Moro, Enrico Ursella, il cividalese Luigi Bront, Antonio Coceani, Marcello Mascherini.

Trieste e Gorizia sono teatro di importanti sperimentazioni avanguardistiche, fermenti che approderanno poi anche in Friuli dopo il 1928 con la Scuola Friulana d’Avanguardia. A questa feconda fucina della prima parte del secolo appartengono Tullio Crali (presente in mostra un suo autoritratto), rappresentante del futurismo e Augusto Cernigoj con diverse opere.

La mostra presenta anche opera di grandi maestri internazionali quali Mario Sironi, Virgilio Guidi, Piero Marussig, entrato nella storia come una dei fondatori del gruppo del Novecento a Milano, di cui si presenta la splendida Fedra (1932), Afro Basaldella (1912- 1976) con una delicata e giovanile Maternità, Mirko Basaldella, Arturo Martini (1889-1947), Modotto (1900-1968) con la grande Distruzione-Fregene.

Le riflessioni che attraversarono gli anni densi di tragici avvenimenti vicini alla metà del secolo sono affidate a Fred Pittino, che risulterà figura artistica di assoluto valore, che rifiuterà il novecentismo in favore di una riflessione intimista e sensibile, a Giuseppe Zigaina, protagonista del periodo neorealista, al pittore-stregone Anzil Toffolo, e ad altri grandissimi artisti come Luciano Ceschia, Carlo Ciussi, Giorgio Celiberti.

Gli anni sucessivi vedono l’affermarsi del cividalese Aldo Colò, presente con un inedito Autritratto e le figure di Sergio Altieri, Cesare Mocchiutti, Giovanni Saccomanni, Guido Tavagnacco, Renzo Tubaro; in mostra anche l’archiettodisegnatore Marcello D’Olivo.
Gli anni più recenti sono raccontati con opere spesso inedite di artisti come Giorgio Gomirato, Gianni Borta, Renzo Codognotto, Claudio Mario Feruglio,Franco Dugo, Matteo Massagrande, Zec Safet, Lajos Markos, Nata, Aita, Marotta&Russo.