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LA VITA A COLORI

Un percorso nel subconscio artistico di Serpic - Sergio Simeoni
13 aprile - 12 maggio 2013

SEDE ESPOSITIVA
Villa Manin,
Sala Esposizioni
INGRESSO
GRATUITO
ORARI
Aperta tutti i giorni
dalle 10.00 alle 18.00
chiuso lunedì
UFFICIO STAMPA
ULTERIORI INFO
 
 
LA VITA A COLORI - Un percorso nel subconscio artistico di Serpic - Sergio Simeoni

Sergio Simeoni in arte Serpic nasce a Latisana nel 1938, dopo un’infanzia segnata dalla realtà della guerra e del dopo-guerra italiano scopre la passione per l’arte.

Nel 1954 inizia a realizzare le prime opere, soprattutto ritratti e paesaggi, utili esercizi per la crescita futura.

Evolvendo spiritualmente e artisticamente approda all’astrattismo con un cammino graduale che non disdegna scultura e collage.


Riconosciuto dalla critica nazionale e non solo come talentuoso astrattista conferma questa sua fama con apparizioni negli atelier di maggior notorietà mondiale portando a conoscenza della sua arte un pubblico sempre più vasto.


I quadri di Sergio Simeoni compongono una sorta di selva incantata, una giungla fitta di esotismi scaturiti da una fantasia sbrigliata, dirompente. Intrecci di rami diventano magmi, filature sgocciolature di pigmenti acrilici agglutinati.


Un analogo senso di precarietà affiora dai quadri di Simeoni. Ma è una precarietà riscattata da estro vitale, dalla forza di visionarie invenzioni che galleggiano nella mente e, d’improvviso, prendono corpo ora con furia aggressiva ora come apparizioni liriche toccate da lievissimi accenni.


UN PERCORSO NEL SUBCONSCIO ARTISTICO


L'artista, che esce vincitore da una stagione ricca di esposizioni internazionali, corona con Villa Manin il percorso espositivo iniziato l'anno scorso con la mostra "il Nero a Colori... e non solo” e “Nei Labirinti dell’Astrazione".


SERPIC decide di cimentarsi in una esposizione che ha la pretesa di riassumere il cammino, ma soprattutto il punto d'arrivo del pittore, la sua Itaca artistica. Il Maestro cerca non solo di mostrarci una panoramica della sua produzione artistica dell'ultimo decennio, ma con alcune opere di notevole significato artistico tenta di scalfire le nostre resistenze all'arte contemporanea toccando, con simmetriche piramidi riflettenti e “totem” moderni, l'interiorità di ogni visitatore.


Grazie al cammino disegnato egregiamente dal Professor Licio Damiani nella sua indispensabile ed imperdibile critica, il visitatore riesce a ricostruire quel sottile filo di lana rossa che unisce le opere nel subconscio dell'artista stesso.


Un artista di pregio, un contesto d'elezione sommati ad un attento percorso intellettuale renderanno questa mostra - stabile dal 13 aprile al 12 maggio - imperdibile per chiunque voglia avvicinarsi e iniziare così a conoscere il panorama dell'arte contemporanea Friulana.