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mostre

CONOSCERSI PER RICONOSCERSI

Fotografie di Elio Ciol, 23 marzo - 26 maggio 2013

SEDE ESPOSITIVA
Villa Manin,
Esedra di Levante
INGRESSO
GRATUITO
ORARI
da martedì a venerdì dalle 13.00 alle 18.00
sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00
chiuso lunedì
UFFICIO STAMPA
 
CONOSCERSI PER RICONOSCERSI - IMMAGINI DI DIALOGO

La provincia di Pordenone, forte della presenza di persone di oltre 120 etnie diverse, qui migrate soprattutto a partire dagli anni '90 del secolo scorso, costituisce un laboratorio socio-antropologico unico dove si sta compiendo un importante e irripetibile amalgama di persone e culture.
L'immigrazione è ormai un fatto acquisito che ciascuno di noi sperimenta ogni giorno. Spesso però vi sono tra le diverse comunità, reciproche diffidenze e incomprensioni, causate anche dal timore di dover cambiare o rinnegare le parti più intime e profonde, ovvero gli elementi fondanti di ciascun gruppo umano e singola persona.


Provare a Conoscersi per riconoscersi, "svelando", attraverso l'obiettivo fotografico, quei tratti innati e universali – la tensione spirituale, i moti positivi dell'animo quali generosità e solidarietà, gli stati emotivi come gioia, impegno – è stato il motivo ispiratore di questo progetto da cui prende titolo la Mostra.
Questo è il racconto del viaggio che è stato compiuto nel corso del 2012 tra le genti che vivono e lavorano nella terra pordenonese. Un fotografo tra i maggiori interpreti e testimoni artistici di questa terra, si è messo a disposizione delle genti e delle comunità che in un percorso comune e condiviso hanno proposto le location da loro ritenute più rappresentative.


Condivisione e reciprocità con le persone sono state le chiavi di volta dell'intera iniziativa: incontro, dialogo, ascolto e confronto sono state le buone prassi messe in atto dagli attuatori del progetto. Sono stati interpellati e coinvolti, oltre a innumerevoli privati cittadini, più di quaranta soggetti, tra enti e uffici pubblici, associazioni laiche e religiose di cittadini italiani e di origine straniera, aziende private, istituti scolastici.


La story-board si è delineata da sola man mano che i mesi trascorrevano e gli incontri si susseguivano. Tre i filoni principali: la vocazione professionale e formativa di questa terra; la spiritualità; l'amicizia e la solidarietà tra le genti.


Ciò che si presenta in questa mostra sono istantanee di realtà umane appena intraviste, che chiedono di essere meglio conosciute e riconosciute. Sia che si tratti di cittadini di origine straniera o di italiani, le persone hanno partecipato e contribuito alla riuscita di questo progetto animate da uno dei migliori moti dell'animo umano, la buona volontà, consapevoli di quanto importante e vitale sia l'apporto di tutti per la società intera, perché il proprio benessere è strettamente legato al benessere dell'altro.


LE SEZIONI DELLA MOSTRA

L'identità di una terra: vocazione al lavoro e alla trasmissione di saperi
Il viaggio nella società multietnica del pordenonese si apre con il capitolo dedicato al lavoro, motore che da sempre spinge gli uomini a lasciare la propria terra d'origine quando essa non riesce più ad offrire a tutti i suoi abitanti una vita dignitosa o la possibilità di realizzarsi secondo le proprie aspirazioni.
A partire dagli anni ‘90 del XX secolo, la terra pordenonese ha vissuto un imponente fenomeno immigratorio: migliaia di persone da ogni dove sono giunte qui in fuga da zone di guerra e di gravi conflitti sociali, o spinte dalla ricerca di un lavoro per mantenere se stesse e le proprie famiglie. L'intera provincia, grazie ai distretti industriali e agricoli altamente specializzati, ha saputo accogliere queste genti che in gran parte si sono qui stabilite in via definitiva e oggi lavorano fianco a fianco con chi in questa terra è nato e vissuto oppure ha potuto farvi ritorno dopo averla lasciata, contribuendo così con la propria opera al progresso materiale e spirituale della società.


Con un intento rappresentativo, non speculativo, sono stati qui scelti tre contesti aziendali specchio delle basi fondanti di questa terra e delle sue genti: il "saper fare", mirabile miscela di ingegno, manualità, intraprendenza, e il "lavorare insieme", quando l'obiettivo condiviso accomuna al di là di ogni differenza.
A fianco del mondo del lavoro, la scuola costituisce un'altra risorsa imprescindibile per l'intera società e il territorio. È il luogo dove i cittadini di domani imparano a conoscersi e a vivere insieme, dove lo studente – nel delicato passaggio verso l'età adulta – scopre i propri talenti e le proprie vocazioni da mettere a frutto per se stesso e per gli altri. Le scuole sono anche la sede dove con saggezza e lungimiranza si affidano alle nuove generazioni le conoscenze acquisite, risultato delle migliori vocazioni professionali e umane di un intero territorio.
A testimonianza di quanto si sta compiendo nella terra pordenonese, si presentano quattro realtà distinte – una scuola primaria, due istituti secondari di II grado e un centro formativo di eccellenza – ma altamente significative per come allievi italiani e di origine straniera studiano e convivono nel reciproco arricchimento.

Spiritualità
La primavera è, tra tutte le stagioni dell'anno, il tempo privilegiato in cui le diverse confessioni religiose celebrano le loro più importanti cerimonie sacre. Così avviene anche nella terra pordenonese, dove suggestive e toccanti celebrazioni legate alle religioni più diffuse del mondo, si sono susseguite richiamando ciascuna i propri fedeli, italiani o di origine straniera.
Poter professare la propria fede anche al di fuori della propria patria, celebrandone i riti e pregando secondo il proprio sentire, la propria storia, le proprie tradizioni, non è solo esigenza e diritto di ogni essere umano, ma occasione per ritrovare le intime radici di se stessi, e rinnovarsi interiormente insieme ai propri fratelli. Nel raccoglimento religioso, nella condivisione della preghiera e dei momenti di festa, in tutti quei momenti che sono ‘sacri' e ‘umani' al tempo stesso, ciascuno esprime una medesima tensione spirituale che accomuna tutti gli uomini a prescindere da etnia, religione o condizione sociale.
Gli incontri per celebrare insieme il medesimo culto, a volte nella lingua madre, rappresentano per i cittadini provenienti dallo stesso paese anche una fonte di conforto e di rinnovo del legame con le proprie origini; per i fedeli della stessa religione, giunti da nazioni diverse, sono preziosa occasione di reciproca conoscenza.

Amicizia e Solidarietà
Amicizia e solidarietà sono tra le più alte espressioni dell'animo umano perché frutto di una libera scelta, di un istintivo moto dell'animo che ci spinge ad andare oltre noi stessi per incontrare chi non conosciamo, per offrire sostegno e conforto all'altro, specie quando siamo capaci di riconoscere nelle sue difficoltà anche le nostre.
Insieme a enti laici e religiosi, impegnati quotidianamente nel dialogo interculturale, sono stati scelti diversi casi esemplari di solidarietà tra cittadini italiani e di origine straniera, tra cittadini di sola origine straniera e tra persone in quanto persone, in un'ottica di reciproco scambio e arricchimento.
Sono stati effettuati diversi servizi per delineare quattro grandi temi:
 

  • ESSERE ED ESISTERE ovvero il valore riconosciuto ad ogni persona, fondamento per l'amicizia e il reciproco arricchimento in seno a una comunità, quando ciascuno condivide con gli altri la cultura, il talento, le doti umane di cui è portatore
  • PAROLE E OPERE: Spirito e atti di quotidiana solidarietà e generosità, non solo compiuti nelle sedi istituzionali deputate all'accoglienza e all'integrazione dei cittadini stranieri, ma suscitati anche da libere iniziative di persone di ogni provenienza, che vogliono contribuire a rendere la propria società migliore per tutti
  • CORPO, CUORE, TESTA: lo sport, strumento per eccellenza di educazione alla convivenza, al rispetto e alla solidarietà
  • PAESE DI GENTI / GENTE DI PAESI: il Comune di San Giorgio della Richinvelda testimonia la metamorfosi in atto nella popolazione locale, arricchita dall'arrivo di genti dall'estero. Queste persone sono apprezzate e accolte non solo per lavorare ma anche grazie a momenti di condivisione e aggregazione che non ‘assimilano' negando le differenze, ma consentono di mantenere le proprie radici.
    Le persone venute da varie parti del mondo, così, non si disperdono fino a scomparire nella nuova società, ma si sentono spinte a dare il meglio di sé, anche nel confronto con i connazionali che incontrano regolarmente per rinsaldare il legame con le proprie origini.