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GUERRA&PACE

Fotografia in Friuli 1915-1940


Inaugura sabato 26 novembre alle ore 12.00 in esedra di Levante

IRPAC_ISTITUTO REGIONALE DI PROMOZIONE E ANIMAZIONE CULTURALE www.irpac.it - info@irpac.it
CATALOGO E MOSTRA A CURA DI ALVISE RAMPINI
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HASHTAG UFFICIALE #IRPACFVG #GUERRAEPACEFVG

SEDE ESPOSITIVA

1° Piano Esedra di Levante
INGRESSO

Libero
ORARI

Da martedì a venerdì:
15.00 - 18.00

Sabato e domenica:
10.00 - 19.00

Lunedì chiuso.
UFFICIO STAMPA

VISITE GUIDATE

Non sono previste visite guidate.
 

 

GUERRA&PACE

Fotografia in Friuli 1915-1940


 

DA OLTRE SEDICI ANNI L’IRPAC, ISTITUTO REGIONALE DI PROMOZIONE E ANIMAZIONE CULTURALE, CONTRIBUISCE ALLA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO FOTOGRAFICO REGIONALE ATTRAVERSO RACCONTI PER IMMAGINI DEL PASSATO IN FAVORE DI UNA MEMORIA NEL PRESENTE. DALLE FOTOGRAFIE EMERGONO TESTIMONIANZE PREZIOSE, CHE SCANDISCONO IL TEMPO E LA STORIA.

     15 volumi fotografici e relative mostre, oltre 5000 foto storiche pubblicate, centinaia di pagine di saggi, questi sono i “numeri” dell'IRPAC che prosegue il suo impegno dedicando uno spazio al cambiamento drastico e repentino che provocò la Grande Guerra con i suoi milioni di morti e al conseguente desiderio di pace degli anni successivi.

     Il 1915 è stato l’anno del cambiamento, l’inizio di un triennio di combattimenti, dolore e mutamenti.      La Prima Guerra Mondiale stravolse il mondo, l’Italia e soprattutto la nostra regione, terra di confine e di conflitto. Lo spirito innovatore e la voglia di progresso lasciarono il posto alla guerra, le abitudini e le tradizioni furono messe da parte.

Foto sotto
Attilio Brisighelli. Udine, incidente di un autocarro
austriaco sulla salita del Castello, 5 maggio 1918.
Fototeca Civici Musei di Udine

     Non è difficile immaginare come cambiò la città di Udine e tutto il territorio: le strade illuminate grazie al genio di Arturo Malignani, la via dei teatri, le piazze e il castello; tutti gli spazi frequentati dagli udinesi assunsero un nuovo ruolo durante il conflitto e la popolazione dovette rinunciare alle proprie abitudini, alla vita culturale cittadina.

     Le fotografie ben raccontano le vicende, rendendo l’idea di quanto accadde, ma con altrettanta efficacia testimoniano la celere ripresa nel dopoguerra, il desiderio di ritorno alla vita normale, la voglia di serenità. La ricostruzione fu rapida dopo il 1918, lo spirito che da sempre caratterizza i friulani portò ad una ripresa in tutti i settori, alla riedificazione di quanto distrutto, al proseguimento della Belle Époque, alla ricomposizione della società. Un nuovo progetto, quello dell’IRPAC, per un nuovo percorso nella quotidianità del sociale, uno sguardo tra Guerra&Pace.