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ALESSANDRA LAZZARIS SINDONE 2013-2016

Mostra tenuta presso la galleria regionale d'arte contemporanea Luigi Spazzapan

ALESSANDRA LAZZARIS SINDONE 2013-2016


Venerdì 30 settembre 2016 alle ore 18.00, l'Ente Regionale Patrimonio Artistico Culturale (ERPAC), Servizio promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio, presenta ed inaugura la mostra ALESSANDRA LAZZARIS SINDONE 2013-2016, presso la galleria regionale d'arte contemporanea LUIGI SPAZZAPAN.

 


 

Dove:
Galleria regionale d'arte contemporanea Luigi Spazzapan
Palazzo Torriani - Via Marziano Ciotti 51, Gradisca d’Isonzo GO

Periodo e orari:
30 settembre – 20 novembre 2016
Mercoledì, giovedì, venerdì 15-19
Sabato, domenica 10-19

Contatti:
tel. 0481 96 08 16 (chiamare negli orari sopra indicati)
www.galleriaspazzapan.it
galleria.spazzapan@gmail.com

Biglietti:
Ingresso: € 3 (escluso bambini fino a 6 anni e over 65)
Visite guidate: domenica, ore 17 (€ 3+1) o su prenotazione (almeno 10 persone)


SINDONE


La mostra di Alessandra Lazzaris inaugura una nuova stagione della Spazzapan contrassegnata dall’ingresso – dal 1° luglio 2016 – nel Comitato di coordinamento della Galleria dell’Ente Regionale per il Patrimonio Artistico e Culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac). Affiancando il Comune di Gradisca d’Isonzo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il nuovo Ente subentra alla Provincia di Gorizia che per molti anni ha coordinato, con ottimi risultati, l’attività della Galleria dando inizio, nel 2010, all’inedito modello di gestione rappresentato dalla sinergia dei tre enti a sostegno di un’eccellenza regionale sorta quarant’anni fa quale prima istituzione pubblica del Friuli Venezia Giulia dedicata all’arte contemporanea.

Il nuovo corso coincide anche con il primo ingresso di Alessandra Lazzaris alla Galleria Spazzapan, con una mostra dedicata alle opere realizzate negli ultimi tre anni: un ciclo dall’evocativo titolo Sindone, realizzato “strappando” la ruggine da corpi di ferro abbandonati mediante una tecnica simile a quella impiegata per il recupero degli affreschi.

I rottami, irrevocabilmente soggetti al potere distruttivo del tempo, sono assunti non come ready-made ma come nuovi compagni di viaggio e i residui rugginosi inglobati al tessuto dallo strappo determinano, nella loro indeterminabilità, un’apparizione intuita nel silente spazio mentale del suo pre-apparire: vibrante sembianza della corrosione ineluttabile, la cui identità per formarsi si è sottratta al dominio pieno dell’artista per aprirsi al possibile e al rinnovamento. E nella parcellizzazione bloccata della materia sui bianchi “sudari” affiora l’origine generata dalla rovina, quasi un rinvenimento della sopravvivenza di ogni essere.

In una sala dell’itinerario espositivo, il lavoro di Lazzaris è affiancato da quello di Alessandro Ruzzier che partecipa con la perspicuità della fotografia alla documentazione del quantum temporale depositato sulla superficie ferrosa prima e dopo gli strappi della memoria, nell’illuministica illusione di poter determinare il peso del tempo.