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Giardino del Doge

Mostra di piante, fiori e arredi 17-18 marzo 2018 Ottava edizione

Nel più importante giardino storico del Friuli Venezia Giulia, un vero e proprio spazio di espressione estetica, ritorna — sotto la regia dell’ERPAC, l’Ente preposto a valorizzare le nostre bellezze, che per la terza volta si è affidato al coordinamento della cooperativa Agricola Monte San Pantaleone di Trieste — la manifestazione Nel Giardino del Doge Manin, dedicata al migliore florovivaismo oggi sul mercato.
Oltre 100 espositori sapientemente selezionati da Lili Soldatich, curatrice di Horti Tergestini, metteranno in mostra i loro prodotti e la loro abilità nel coltivarli, realizzarli e trasformarli, assieme alla disponibilità a dialogare sul tema e le sue mille sfaccettature.
Protagonisti assoluti, non solo sui banchi degli stand, saranno i fiori. Fiori sono gli abiti dello stilista Roberto Capucci: vere e proprie opere d’arte dalle forme floreali che sprigionano eleganza e creatività contagiosa.
Un assaggio, quello che potremo gustare il 17 e il 18 marzo, dell’enorme patrimonio su cui può contare la Fondazione Capucci, che ha finalmente trovato casa a Villa Manin e che dispone di cinquecento vestiti, più di ventimila bozzetti, illustrazioni e foto.
Fiori sono le immagini del fotografo Massimo Gardone, che con il suo obiettivo da anni esplora questo concentrato di esistenza e lo cattura in un messaggio che coniuga armonia, forme e colori, senza mai ripetersi.
Fiori sono le bolle speculative che lo storico e giornalista inglese Mike Dash ci racconta nel libro dedicato ai tulipani olandesi. La passione per la bellezza indusse a scambiare i bulbi con maiali, pecore, vino, burro, pezzi d’arredo, e il mercato si gonfiò a tal punto da portare il sistema al collasso.
Tutti fiori che per una ragione o per l’altra hanno incantato gli uomini e le donne che li hanno avvicinati e che — ne siamo certi — non faranno a meno di attirare e incantare, senza tuttavia far loro perdere la ragione, anche i visitatori, friulani e non, che sceglieranno Passariano per un fine settimana all’insegna di natura e cultura: una combinazione che nutre e dona benessere, e non solo per un giorno.